Incidente assurdo, disorganizzazione
o scommesse più o meno clandestine?
Quel che è successo oggi al Tour è degno di nota, anche perché non si era mai assistito ad una farsa del genere. La maglia gialla attacca sul Mont Ventoux e stacca tutti i rivali, sennonché una parte del pubblico accorso lungo le strade si mette in mezzo alla strada, costringendo le moto di seguito alla corsa a frenare all'improvviso. In tal modo il terzetto di cui faceva parte l'inglese Froome cade e rompe le biciclette. Froome è senza bici. L'ammiraglia del Team Sky non c'è, allora il corridore nella disperazione sceglie di correre in avanti a piedi: una scena allucinante, senza precedenti. Anche i commentatori televisivi rimangono sconcertati ed incolpano l'organizzazione della Grande Boucle.
Tuttavia sarebbe troppo facile prendersela cogli organizzatori della corsa, dopo la figuraccia della scorsa settimana, quand'è caduto sul gruppo uno dei piloni di platica sormontanti la strada. Che l'organizzazione scambiava lucciole per lanterne, già era stato dimostrato allora. Non fu preso alcun provvedimento onde azzerare i distacchi nel momento della caduta del pilone. Insomma, i poveri corridori che avevano subito il trauma accidentale subirono anche la beffa di vedere i loro distacchi in classifica aumentati.
Oggi, ovviamente, siamo andati oltre, ma i presupposti di quanto accaduto c'erano già al Giro d'Italia. Troppo facile prendersela coi francesi, come se il 99° Giro fosse stato perfetto. Al Giro ha vinto Nibali e ogni polemica è stata messa da parte, perché Nibali aveva già vinto parecchio. Solo Il Sole 24 ore aveva spiegato la verità. Cfr. questo link, in proposito:
In realtà, cioè, era avvenuta quasi la stessa cosa. Nel senso che la caduta della maglia rosa aveva lasciato Kruuswijk senza bici ed unicamente la macchina organizzativa del Giro gli aveva lasciato una bicicletta, ma siccome non andava bene ha poi dovuto cambiarla ancora. Ciò è bastato, comunque, per fargli perdere maglia e Giro. Circa le polemiche sul fatto che Nibali e Chavez secondo la Movistar, il team di Valverde, avrebbero sfruttato inoltre in linea d'aria il traino delle moto non è stato confermato da nessuno, neanche da Valverde medesimo. Ad ogni si può pensare che quest'ultima cosa, sempre che sia successa davvero, sia avvenuta casualmente; il problema grave è l'altro, la mancata presenza dell'ammiraglia della Team Lotto NL-Jumbo.
Oggi al Tour si è verificata la stessa cosa e, siccome del Team Sky si può pensare tutto il male possibile ma non che non sia organizzato, significa che il male va ricercato altrove che non nella posizione dell'smmiraglia di turno. Risulta evidente che una determinata squadra non può seguire il suo corridore primo in classifica (ma se fosse stato più indietro varrebbe la medesima regola) come vorrebbe a causa di più fattori, che cercherò qui modestamente d'elencare:
a) sono troppo privilegiati i media rispetto ai professionsti in gara, nel caso di Sky ciò apparendo paradossale; b) non si transennano dovutamente le strade strette, le quali in certi tratti andrebbero addirittura proibite al pubblico; c) per ragioni di successo dell'evento sportivo si lascia in generale troppo spazio al pubblico, tanto che avvengono di continuo incidenti (spettatori o ciclisti buttati a terra); d) anche gli spettatori televisivi hanno dei diritti, non solamente gli accorsi sul luogo dell'evento (in certi tratti pericolosi una volta si usavano solo gli elicotteri, se ricordo bene); e) la direzione di gara non è troppo attenta ai cambi di bici, i quali sono invece un elemento decisivo della corsa in caso d'incidenti. Come si è dimostarto tanto al Giro quanto al Tour.
Ora una classifica così mutata non ha senso, perché significa che a far vincere un corridore o l'altro non è la bravura dell'atleta o la tattica della sua squadra, ma il caso. Il non prendere provvedimenti, come l'annullamento della tappa o l'azzeramento dei distacchi al momento dell'incidente, è segno di una direzione debole della corsa. Ad ogni modo, ripeto, a mio giudizio è da troppo tempo che si lascia il pubblico intervenire sulle strade senza prender provvedimenti. Quest'anno è arrivato un incidente gravissimo, ma già prima lo si era sfiorato, tanto al Giro quanto al Grande Boucle. Oltretutto, se anche i corridori non cadono, la presenza di gente in mezzo alle strade li innervoscisce alquanto e il nervosismo è un dispendio inutile di forze. Dunque la corsa viene falsata.
Un'ultima considerazione. Siamo sicuri che dietro a tali comportamenti incoscienti del pubblico e delle organizzazioni sportive non vi sia un giro di scommesse, clandestine o meno che siano? Le scommesse sono, talora, peggio del doping. Se è vero che dietro il Caso Pantani, dicono, vi sia stato appunto un giro di scommesse clandestine.
Perché si è deciso di far finire prima la tappa, visto che le condizioni metereologiche non erano così disastrose come si voleva far credere?
Alcuni giorni fa Froome era stato costretto a dar una gomitata ad uno spettatore troppo invadente. Pagato apposta, magari?
Ivan Hud
P.S.- Per fortuna la Giuria del Tour in un giorno di gfesta nazionale (il 14 luglio) ha preso in serata una decisione saggia, lasciando a Froome la maglia gialla, in quanto gli è stato accreditato lo stesso tempo d'un compagno di fuga (Mollema), che a differenza di lui non ha avuto la bici rotta e ha potuto subito ripartire. Dei secondi del vantaggio accumulato sino al momento dell'impatto con una moto addetta alle riprese, comunque, sono andati perduti. Speriamo non debbano contare negativamente nelle prossime tappe! E che soprattutto il corridore non abbia riportato traumi, fisici o psicologici, eccessivi dall'accaduto. Sottolineo però il fatto che l'assistenza della corsa ha fornito a Froome una bicicletta inutilizzabile, il corridore non riusciva a pedalare e ha dovuto aspettare, come nel caso di Kruuswijk nel maggio scorso, la propria ammiraglia.
Pur lodando quindi la presa di posizione della Giuria, per tutto il resto da parte mia rimango dello stesso avviso diprima. Le ammiraglie debbono essere presso i corridori in fuga, specie negli ultimi chilometri d'una tappa, non le moto della tv; lo spettacolo va disciplinato con scrupolo, senza lasciare agli spettatori (diretti e televisivi) completa libertà. Altrimenti si pregiudica il reale ordine d'arrivo.
Il Sole 24 Ore sottolinea la grande dignità di Froome, che dopo esser caduto su Porte, andato addosso alla moto, non si dà per vinto e continua la corsa a piedi per c.250 metri.
P.S.- Per fortuna la Giuria del Tour in un giorno di gfesta nazionale (il 14 luglio) ha preso in serata una decisione saggia, lasciando a Froome la maglia gialla, in quanto gli è stato accreditato lo stesso tempo d'un compagno di fuga (Mollema), che a differenza di lui non ha avuto la bici rotta e ha potuto subito ripartire. Dei secondi del vantaggio accumulato sino al momento dell'impatto con una moto addetta alle riprese, comunque, sono andati perduti. Speriamo non debbano contare negativamente nelle prossime tappe! E che soprattutto il corridore non abbia riportato traumi, fisici o psicologici, eccessivi dall'accaduto. Sottolineo però il fatto che l'assistenza della corsa ha fornito a Froome una bicicletta inutilizzabile, il corridore non riusciva a pedalare e ha dovuto aspettare, come nel caso di Kruuswijk nel maggio scorso, la propria ammiraglia.
Pur lodando quindi la presa di posizione della Giuria, per tutto il resto da parte mia rimango dello stesso avviso diprima. Le ammiraglie debbono essere presso i corridori in fuga, specie negli ultimi chilometri d'una tappa, non le moto della tv; lo spettacolo va disciplinato con scrupolo, senza lasciare agli spettatori (diretti e televisivi) completa libertà. Altrimenti si pregiudica il reale ordine d'arrivo.
Il Sole 24 Ore sottolinea la grande dignità di Froome, che dopo esser caduto su Porte, andato addosso alla moto, non si dà per vinto e continua la corsa a piedi per c.250 metri.