domenica 29 maggio 2016

Astri e sport. L'ultimo scudetto ed il 99° Giro d'Italia



           Analizzerò in breve come l'Inter abbia perso l'ultimo scudetto, da un punto di vista ovviamente diverso rispetto a quello prospettato da parte dei media.  Chi scrive non è un giornalista sportivo, anzi neppure un giornalista, ma un semplice pubblicista.  D'altronde questo articolo non consisterà in una pura analisi astrologica, ma piuttosto in un esame a doppio binario, a metà fra l'astrologia (neanche in tal campo sono un professionista) ed il tifo calcistico o ciclistico.   



Lo scudetto mancato dell'Inter

           L'allenatore nerazzurro Mancini, alla fine del Campionato 2014-15, aveva dichiarato speranzoso: un altr'anno vinceremo lo scudetto.  Forse per dar morale ad un ambiente che proveniva da una delusione dietro l'altra.  Sta di fatto che non molto tempo dopo, credo a fine giugno,  provai a vedere se questa sensazione individuale trovasse corrispondenza nei fattori astrali; che, a scanso di equivoci, sono a mio giudizio i fattori determinanti d'ogni azione umana.  Soltanto collo spirito ne siamo al di sopra, non c'è altra libertà nel mondo.
           Venne agosto e l'Inter perse qualche amichevole, per cui i giornalisti sportivi non posero l'Inter fra le favorite.  Io, invece, sì.  Qualcuno si chiederà: e tu, scusa, che contavi?  Niente, certo.  Sennonché, la bontà delle previsioni non dipende soltanto dalle conoscenze in materia sportiva, ma anche dall'apprendimento di certe tecniche speciali di previsione.  Io non credo che un astrologo od un cartomante a completo digiuno di sport possa far previsioni in ta senso, perché altrimenti finirebbe come me quella volta che, in assenza di conoscenze tecniche sul piano meccanico, provai da giovane a tradurre dall'inglese i nomi delle parti componenti d'una moto.  L'inglese a me noto era l'idioma letterario, non quello in uso sul piano tecnico-industriale, onde ho finito per tradurre con espressioni assai vaghe termini quali 'forcelle' ecc.  Non intendendomene di moto e di automobilismo, potevo esser di poco aiuto a mio cugino Giorgio, che lo richiedeva, se non fosse stato che lui essendo meccanico automobilistico aveva una determinata esperienza nel campo e pur non sapendo l'inglese riusciva a trasformare le mie iperboli linguistiche di tipo shakespeariano in frasi sensate, terra-a-terra. 
           Stesso discorso vale del resto che per chi conosce bene o male lo sport, ma non le tecniche di previsione, a meno che si affidi alla legge di probabilità.  Ma la legge di probabilità non ha mai dato grandi risultati.  Una volta si usava colla moneta della lira il testa-croce, che valeva in percentusale 50 e 50.  Una previsione che valga deve almeno arrivare al 75%.  I calciatori, gli allenatori (compresi gli ex- di entrambe le categorie) od i giornalisti sportivi sono in grado di arrivare a questa percentuale?  Non credo.  La mia sensazione, dopo averli ascoltati per molti anni, è questa: che diano per scontato che vincano i primi in classifica od i loro immediati inseguitori, invece spesso le situazioni si ribaltano incredibilmente.  Ciò vale sia nell'ambito d'un campionato calcistico che d'un giro ciclistico, oppure d'una singola partita o d'una singoola tappa.  Chi avrebbe previsto, sul piano semplicemente tecnico, l'eliminazione del Barcellona nei Quarti di Champions?  Chi il ritorno della Juve ai vertici dopo la sconfitta col Sassuolo?  Chi immaginava che Lazio e Sassuolo riuscissero a togliere il primato alla squadra di Tohir alla fine del Girone d'Andata?  Chi poteva pensare che la Lazio perdesse in casa collo Sparta Praga, dopo aver ottenuto un ottimo pareggio in trasferta?  Chi poteva immaginare la vittoria di Nibali prima della terz'ultima tappa del 99° Giro d'Italia?  Al massimo potevano esserci delle speranze, ma non delle certezze anche sul piano tencico.
           Ora, fino alla terz'ultima partita dell'Andata, l'Inter aveva dominato il Campionato, perdendo solamente in casa colla Fiorentina (1-4) e col Napoli in trasferta (2-1).  In molti pronosticavano la vittoria dello scudetto da parte nerazzurra, io per primo.  Ed al secondo posto, quando non al primo, la Fiorentina.  Non ero un tecnico, d'accordo, ho solo giocato e allenato ad un livello paesano; fino ai ragazzi del Derthona (allora in Prima Categoria) c'ero arrivato, ma poi mi sono perso per cause varie.  Principalmente, una pallonata che mi spaccò il setto nasale durante l'ora di ginnastica al Ginnasio e mi costrinse ad abbandonare per sempre il calcio giocato.  Avevo già subito al naso un trauma congenito al momento del parto, essendo nato 10 giorni dopo il previsto. 
           L'Inter, a poco a poco, dopo le due suddette sconfitte con Lazio e Sassuolo è precipitata al quinto posto perdendo o pareggiando parecchie gare.  Ed il Campionato sembravano giocarselo all'inizio del Ritorno Napoli e Juve, ma in realtà dopo un breve periodo sono stati i bianconeri costantemente a dominare.  Mi pare di poter dire, almeno, sebbene qualche tifoso del Napoli si sia forse illuso fino al gol di Zaza a Torino che la sua squadra potesse farcela.  A mio parere non c'è mai stata questa eventualità, il Napoli pur campione d'inverno è stato in testa soltanto qualche giornata.  Come avevo potuto sbagliare così clamorsamente le previsioni?  Vi sono precise ragioni. Secondo quanto ho premesso, non sto a rifarmi a considerazioni di tipo solamente sportivo; per questo bastano i professionisti, giornalisti o calciatori che siano, essendo il sottoscritto esclusivamente un tifoso.  Le mie conoscenze da tifoso le userò solo per non dire sciocchezze, appoggiandomi a Wikipedia o al web per i dati vari.  Conscio, d'altra parte, che ci sono vari fattori in ogni partita che non dipendono dai giocatori e dalla loro abilità: i responsi arbitrali, la fortuna di gioco, il tifo del pubblico, le condizioni di salute d'ogni atleta, le motivazioni psicologiche o quelle di classifica.  Tutti questi dipendono dagli astri, che lo si sappia o no.  Naturalmente qualcuno potrebbe sbuffare al riguardo.  Ma come giornalisti, allenatori ed atleti (od ex-allenatori ed ex-atleti dediti al giornalismo) pretendono di sbandierare la loro competenza nel campo cosa giusta e sacrosanta che competenza hanno a giudicare le cose che ho elencato come non dipendenti dalle forze astrali?  Certo, ufficialmente la scienza è dalla loro parte, ma gli scienziati al di fuori del loro stretto campo di applicazione sono spesso degl'ignoranti in campo umanistico (non tutti per fortuna, io medesimo provengo da quel settore avendo studiato in principio Medicina e Chirurgia, disgraziatamente abbandonata al quarto anno) e la materia cui ho accennato rientra in questo campo.  Poiché lo studio del tempo, del caso e delle circostanze di vita non dipendono da una particolare scienza, solo la Filosofia o l'Astrologia possono trattarle.  Qualcuno obietterà che le cause picologiche e quelle mediche non rientrano nel campo umanistico, la Psicologia e la Medicina essendo scienze esatte.  Circa la Psicologia occorre dire che Jung non la pensava così, facendo dell'Astrologia e dell'Alchimia (a mio parere, purtroppo, riduttivamente) delle forme primitive di psicologia; circa la Medicina bisogna ricordare che senza la Matematica tutte le scienze positive, la tecnologia e pure le tecniche moderne di produzione non esisterebbero e la nostra matematica si basa sui numeri indiani, trasmessici tramite il mondo musulmano.  I numeri indiani, a cominciare dallo 0 (non esistente presso i Romani e la loro civilizzazione europea), sono d'origine astrologica.  Potrei dimostrare che persino la parola <scienza> è d'origine astrale, avendo a che fare coll'a.ing.ski ('cielo'), la fonte antica d'ogni sapere, donde il lat.scio ('so').  
           Affrontati certi pregiudizi di fondo, torno all'argomento sportivo.  Io avevo previsto la vittoria dello scudetto da parte di Mancini & C. per il fatto che il pianeta Giove durante il periodo del Campionato 2015-16 rimaneva tutto il tempo in Vergine, il Segno dell'allenatore nerazzurro.  Avevo dei precedenti per poter affermare questo?  Numerosi.
           Nel famoso scudetto vinto da Sacchi (1987-88), l'unico della sua carriera al Milan, l'ex-allenatore del Parma vinse allorché passò Giove in Ariete.  Basta andare a consultare le Effemeridi per comprovarlo.  Rammento che a poche partite dalla fine del Ritorno quell'anno tutti (non solamente giornalisti e calciatori, ma persino maghi e astrologi) davano per scontato che avrebbe vinto lo scudetto il Napoli di Maradona.  Invece il sottoscritto telefonò a Pronto-Milan, una sorta di segreteria per i tifosi milanisti (a quel tempo ero ancora tale, fin dall'infanzia), spiegando che contrariamente a tutte le previsioni avrebbe vinto il Milan e non il Napoli.  La segretaria mi disse che l'avrebbe comunicato alla squadra, ma non saprei dire se poi effettivamente lo fece.  Sta di fatto che nelle ultime cinque partite il Napoli pareggiò a Verona e perse in casa 2-3 col Milan, venendo sorpassato d'un punto.  Avrebbe potuto rifarsi nelle ultime due gare, tuttavia le perse entrambe con Fiorentina e Samp.  Il Milan l'ultima la pareggiò a San Siro colla Juve di Scirea.  Fu l'ultima partita in cui vidi il grande Scirea.  La Juve era indietro, ma Scirea era ancora uno spettacolo da guardare.  Poi si ritirò dal campo e accadde l'evento fatale.  Essendo spesso un sensitivo (seppure non sempre, unicamente in certi periodi particolari, quando non sto bene), sento le vibrazioni delle cose che debbono accadere o che sono appena accadute.  Quando Scirea ebbe l'incidente, ho percepito che gli era accaduto qualcosa di grave.  Ricordo l'annuncio alla 'Domenica Sportiva': dissero dell'evento prima del nome dell'incidentato ed io (stavo in sala da pranzo) ho pronunciato forte il nome prima di loro con grande rammarico.  Lo ammiravo molto.  Pur non essendo mai stato tifoso juventino giocatori come Sivori, Charles, Zoff e Scirea sono sempre stati per me degli idoli da ammirare; quasi come i miei due preferiti, Rivera e Altafini.
           Dopo quella volta ci provai in altre occasioni ad indovinare: ad es. con Zaccheroni, benché allora fossi già passato a tifare Lazio per ragioni che non sto a spiegare.  Lo dissi prima che cominciasse il campionato ad una edicolante, indicando col dito la foto dell'allenatore sulla rivista 'Forza Milan!'  E ci azzeccai perfettamente, sebbene come ho detto tifassi già Lazio e quindi dovetti soffrire amaramente quando i biancazzurri vennero superati all'ultimo dopo un cammino fantastico dal ritorno inatteso (persino da me, che pensavo d'aver sbagliato previsione) del Milan.  Altre volte ancora sono state: la vittoria della Sampdoria ai tempi di Mikhailichenko nel '91; il primo scudetto di Conte alla Juve come allenatore nel 2011-12, cosa di cui comunicai la previsione su Facebook nelle prime giornate di campionato alla giornalista sportiva Vanessa Leonardi (che in realtà avrei contattato di lì a poco, personalmente, onde poterla avere in qualità mia di sceneggiatore e di regista per un film-tv in una possibile produz.Sky alfine mai richiesta), trattando la questione colloquialmente assieme al problema-Krasic.  Ed infine fu facile prevedere la vittoria di Allegri nel primo anno alla Juve, poiché Giove sin trovava in Leone, il Segno appunto dell'attuale allenatore bianconero.  Questa facilità di previsione e quelle analoghe precedenti mi avevano convinto, in mancanza di altre constatazioni, che bastava la presenza di Giove nel Segno dell'allenatore o d'una data squadra, per vincere un trofeo importante.  La Juventus, peraltro, vinse la Coppa Italia lo scorso anno ed arrivò in Finale in Champions' League.
           Sicché, edotto dalle precedenti esperienze, ho provato a far la stesssa cosa nel 2015-16.  Giove in Vergine, quindi Mancini.  Tanto più che l'Inter ha come Ascendente la Vergine, se è vero che possiede il Biscione per emblema.  Purtroppo però il Sole dell'Inter è in Pesci, in opposizione, e questo era già un segnale negativo da me sottovalutato.  Oltretutto, agendo superficialmente, non ho tenuto conto che a differenza di altri anni quest'anno ad un certo momento (cominciando l'inverno) si sarebbe formato un quadrato di Saturno a Giove; ed  in tali contrasti ha sempre la meglio il pianeta più lento, in questo caso Giove.   Per cui, ecco che al termine dell'Andata la sfortuna ha avuto il sopravvento sulla fortuna per l'Inter.  C'erano entrambe in realtà, ma la prima ha prevalso.  Oltretutto Saturno ha a che fare col trascorrere temporale, col ritardo, coll'arbitro.  Si spiegano così certi gol presi nel Secondo Tempo dopo esser stata in vantaggio nel Primo.  Un disastro insomma, con grave disagio sul piano psicologico e nervoso a causa di tali ribaltamenti che si riflettevano negativamente sul morale, causando depressione nell'animo dei giocatori e probabilmente anche del tecnico.  Quel che esattamente mi pare sia accaduto, benchè l'alternanza di fortuna e sfortuna abbia fatto vincere alcune partite, riuscendo a far proprio almeno il quarto posto ai danni della Fiorentina.  Unica partita positiva quel 3-0 in Coppa Italia contro la Juve, il quale avrebbe potuto spingere l'Inter in finale col Milan; purtroppo il rigore sbagliato dal pur grande Palacio (in quella partita non avrebbe dovuto tirare, essendo entrato tardivamente a risultato acquisito, non aveva grinta) lo ha impedito, con mio rammarico.  Avevo giocato, alle scommesse, la vittoria dell'Inter in Campionato e quella della Juve in Champions.
           Che non sia colpa di nessuno è comunque dimostrato dal fatto che pure la Fiorentina ha avuto la medesima crisi dell'Inter, solamente che non avendo i viola il prestigio dei nerazzurri nessuno ha protestato.  Non a caso, a tal proposito, faccio notare che la Fiorentina è Vergine, così come il proprio allenatore.  Forse addirittura i viola sono Vergine anche di Ascendente, visto che hanno per emblema il Giglio, non per nulla il fiore sacro per eccellenza della Madonna al pari della Rosa.
           Per quel che concerne la Juventus, bisogna dire che questa squadra, se si fosse dedicata esclusivamente alla Champions avrebbe potuto benissimo vincerla.  Io avevo previsto questo ed avevo previsto che il Barcellona non avrebbe passato i Quarti, fatto che regolarmente si è poi verificato.  Fosse andata in Semifinale al posto del Manchester City avrebbe trovato il Real, che aveva già eliminato lo scorso anno.  E coll'Atletico non sarebbe stato impossibile vincere il trofeo.  Invece la Juve, avendo fatto male all'inizio per via dei cambi (o, meglio, dei relativi aspetti astrali che li concernevano), ha suscitato un vespaio di polemiche fra i tifosi, i quali telefonavano a 'Radio Sportiva' chiedendo che Allegri fosse cacciato.  La Juve in principio si era convinta che poteva aspirare a vincere la Champions nel 2016, essendo stata una splendida finalista l'anno precedente, ed aveva difatti battuto due volte il Manchester City, finito poi in Semifinale. Indi intervenne John Elkann, chiedendo alla squadra di non rinunciare al Campionato.  Non so quanti accidenti gli abbia mandato segretamente.  Si sapeva che la Juve era ancora la più forte.  Onde non era difficile a quel punto, nonostante il ritardo in classifica dei bianconeri (ma le cose si stavamo mettendo a posto con Dybala & Pogba), presagire che avrebbe potuto vincere il quinto scudetto.  La Juventus in tutta la propria storia ha pensato sempre più al Campionato che alla Champions; per questo, quando ha vinto, lo ha fatto per lo più con  i rigori.  Siffatto atteggiamento ha finito per ritorcersi negativamente su tutto il resto del Campionato, stimolando i numerosi giornalisti e tifosi che simpatizzano per la Vecchia Signora a credere in un recupero di punti.  E si sa quale sia il potere mediatico, sia pur indiretto, della Juve in Italia.  Ciò è andato in ogni caso a detrimento del Girone di Champions, dove era prima, ma perse la sciagurata ultima partita contro il Siviglia.  Il Siviglia ne approfittò per tornare in Europa League, che ha vinto poi in maggio per la terza volta.  La Juve, in qualità di seconda, finì col Bayern e fu eliminata.  Come mai la Juve ha vinto Campionato e Coppa, non avendo Giove favorevole a differenza dell'altro anno?  Innanzitutto l'altro anno Allegri non aveva soltanto Giove congiunto al Sole in Leone, ma pure Urano in trigono dall'Ariete; e quest'anno, viceversa, oltre al solito lento Urano anche il lento Saturno dal Sagittario.  Per andar bene all'ultimo si è aggiunto anche Marte in Sagittario.  Questo spiega perché abbia vinto due trofei come l'anno precedente, quantunque in maniera diversa, distanziando il Napoli.  Sarri da parte sua aveva anch'egli due trigoni favorevoli inizialmente, Giove dalla Vergine nei confronti del Sole natale in Capricorno e del Giove natale in Toro.  Ciò dà ragione dello splendido Girone d'Andata, terminato col Napoli campione invernale.   Sennonché il quadrato di Saturno a Giove ha danneggiato nel Girone di Ritorno pure Sarri (non solo Mancini e Souza), anche se molto meno, non essendo lui del Segno della Vergine.  Su Spalletti non saprei che dire, è un Pesci, mi ha molto meravigliato.  Avrebbe dovuto avere sfavorevoli sia Giove che Saturno, invece...  Non sono riuscito a capire, sinceramente parlando, come abbia potuto far così bene.  Probabilmente aveva un Ascendente favorevole, oppure gli aspetti negativi cadevano in case non determinanti e viceversa quelli positivi.  Di per certo so che persino gli aspetti negativi, tipo quadrati ed opposizioni, se utilizzati in certo modo (colla grinta al massimo) producono risultati positivi.  Tant'è che gli antichi li adoperavano, anche se può sembrare contradditorio ma non lo è, per combattere e vincere le guerre.  Ecco il motivo per cui l'Inter ha battuto la Juve in Coppa Italia a S.Siro!  Non ha saputo però mantenere quel livello di grinta duraturo e in altre partite, avendo aspetti negativi prevalenti, s'è afflosciata.  Diversamente dall'Andata, quando pur giocando male vinceva.  Avrebbe dovuto continuare in quella direzione, invece ha cambiato strada ed ha sbagliato gli acquisti invernali.  Senza volere, ho trovato la ragione del successo relativo di Spalletti.  Colla grinta la Roma ha vinto partite che meritava di pareggiare o di perdere, come quella nel Ritorno col Sassuolo, ed ha continuato a quel livello di tensione.      



Il 2° Giro d'Italia vinto da Nibali

           Per quel che riguarda il Giro il mio giudizio è che l'abbia perso Kruuswijk (leggi: kreuswek), per mera sfortuna, più che vincerlo Nibali.  Premetto che da 10-12 anni non seguivo più il ciclismo, ossia dalla morte (per me omicidio) di Pantani.  Come la maggior parte degl'italiani tifavo per la vittoria dello 'Squalo', anche perché a causa del mio allontamento dalla tv negli scorsi anni non conoscevo più alcun corridore.  Ogni volta che mi appressavo allo schermo, lo facevo per dare unicamente un'occhiata alle corse, o vedere la simpatica Alessandra De Stefano.  Confesso d'essere un suo ammiratore, come della Leonardi.  Le corse in sé mi recavano troppa tristezza al pensiero di quel che era successo ed alle continue squalifiche per doping.  Nel cuore di molti, non solo per me, è evidente che lo scorpionico Nibali ha preso il posto del capricorniano Pantani.  Pantani era più scalatore, Nibali è più abile come passista.  Il fisico è simile, magro e longilineo, ma spicca maggiormente Nibali  in altezza: 1,81 di contro all'1,72 di Pantani.  Anche il peso, di conseguenza, è maggiore nel primo (65 kg) che nel secondo (54 kg).  Durante il Giro mi ero tuttavia convinto, sentendo i commenti televisivi a 'Raisport' e ad 'Eurosport' che Nibali non fosse in forma quest'anno o persino che si ritirasse.  Cercavo dunque qualcuno per cui tifare: dapprima Jungels, in memoria di Gaul, il primo corridore di cui diventai tifoso negli Anni '50 quand'ero bambino delle Elementari; poi Zacharin (ho la moglie russa), pur non disdegnando Kruuswijk per personale simpatia.  Mi ero meravigliato, scorrendo la voce relativa su Wikipedia, che l'olandese non avesse mai fatto nulla d'importante prima.
           Finché siamo arrivati alla tappa di Pinerolo.  Avevo ammirato come Kruuswijk s'era difeso.  Dopodiché al Colle dell'Agnello è accaduto l'imprevedibile.  Imprevedibile?  No, poco prima che succedesse la caduta rovinosa del povero olandese col salto mortale sulla neve, guardando la tv avevo in mano le Effemeridi per controllare se altri avrebbero potuto vincere il Giro.  E mi accorsi che Kruuswijk aveva disgraziatamente Saturno opposto al Sole di nascita, il Sole di transito nella XII Casa del Sole natale.  Ne dedussi che avrebbe perso non solo la maglia, ma addirittura il podio.  Subito dopo, nella prima parte della discesa, la bicicletta dell'olandese andò contro la neve e fece il ruzzolone cui tutti abbiamo assistito.  Forse una piccola gelata di neve disciolta dal calore del sole su quel punto della strada, perché il corridore a rivedere il filmato non sembra aver preso male la curva prima di finir contro la neve e ribaltarsi in aria per la spinta dinamica a quasi 270°.  Fatto più grave non molto dopo per lo sfortunato Zacharin, finito all'ospedale per una scapola e una clavicola rotte, essendo caduto sulla roccia.  La classifica, in virtù di questi due incidenti, è stata del tutto alterata.  Inutile negarlo.  Chaves ha preso la maglia rosa, forse persino immeritatamente, dato che Nibali comprendendo d'aver in mano la possibile vittoria finale lo aveva lasciato indietro, rubandogli coll'abbuono parecchio tempo.  Nibali aveva potuto vincere la tappa e migliorare nettamente la classifica non solamente per i due incidenti, ma pure per il gioco di squadra con un compagno dell'Astana. 
           Chaves è apparso fin da subito un ragazzotto senza arte né parte, inesperto ed ingenuo come tutti i colombiani.  Non si era mai piazzato in precedenza, neanche nella Vuelta a Colombia, in vigore a partire dal 1951.  Vorrebbe vincere il Tour prossimo in luglio, al dire dei telecronisti, ma ha i numeri per farlo?  Analizzando la sua nascita, ho constatato che il duello fra lui e Nibali sarebbe andato avanti sino a luglio-agosto, ma mi sono accorto che a conferma di quanto s'era visto in tv nella terz'ultima tappa nella penultima Nibali gli avrebbe dato del filo da torcere.  E difatti è stato così, anzi peggio.  Chaves è arrivato all'arrivo con un ritardo notevole, rischiando di perdere persino il terzo posto.  Nibali, rinfrancato dal successo della tappa precedente, nella penultima ha fatto un gioco di squadra ancor più rilevante, a tre.  E gli è andata bene.  Fosse riuscito il colombiano a stare a ruota di Valverde e di Uran Uran, avrebbe potuto conservare la maglia rosa e vincere il Giro, ma non era più capace di pedalare con convinzione.  Chavez è nato il mio stesso giorno di nascita, è un Capricorno come Pantani; ma, avendo troppi pianeti in Capricorno e per giunta Giove a loro opposto in Cancro, gli è andata male proprio all'ultimo in montagna, suo terreno favorito.  Anche perché le strade belle attuali fan sì che le montagne possano essere meglio scalate dai passisti-scalatori che dai veri scalatori.  Nibali ha due pianeti in Capricorno, Giove e Marte, che appoggiati da Plutone in congiunzione e Giove in trigono lo hanno spinto al trionfo recandogli molta fortuna.  Inoltre, Marte neanche a farlo apposta proprio sabato scorso è tornato retrgrado in Scorpione, il Segno del siciliano.  Io l'avevo premesso venerdì dopo la scalata del Colle dell'Agnello, parlando colla tv come fanno i matti, che la penultima tappa gli sarebbe stata favorevole nella penultima tappa.
           A questo punto va chiarita tuttavia una cosa.  Perché l'ammiraglia della Team Lotto NL-Jumbo non era dietro il corridore dopo l'incidente ed ha lasciato che Kruuswijk scendesse dall'Agnello colla bicicletta scassata dall'incidente?  Bisognerebbe indagare a fondo in proposito, se è vero che Merckx aveva pronosticato uno o due giorni prima l'olandese quale vincitore del Giro a causa del vantaggio accumulato, dileguatosi poi nei confronti del Nibali solamente per via dell'incidente e del mancato sostegno da parte della propria ammiraglia.  Che Nibali non avesse contro altri che Valverde (salito al traguardo durante la crisi di Chavez sulla scia di Uran Uran), piazzatosi terzo alla fine, è dimostrato dai piazzamenti rispettivi dei secondi in casa Team Lotto NL e Orica Greenedge: Battaglin 42° e Howson 53°.  Se si pensa che Nibali ha avuto in appoggio nell'Astana Pro Team lo svizzero Fuglsang 12° e l'italiano Scarponi 16°.  Egualmente Valverde, della Movistar Team, ha potuto contare sul costaricense Amador 8° e sull'italiano Visconti 13°.  Con questa disparità di squadre, i posti raggiunti dall'olandese e dal colombiano sono più che onorevoli.  Nibali, già vincitore in 1 Tour, 1 Vuelta ed 1 Giro, ha vinto con merito; ma senza la squadra  lui stesso lo ha affermato onestamente alla fine, da personaggio rispettoso degli avversari (una sfortuna era capitata pure a lui nella cronoscalata, bisogna rammentarlo per obiettività)  non avrebbe potuto farlo.  Onore al vincitore e pure agli sconfitti!  W il Giro!  

                                                      Ivan Hud

Appendice

 P.S.-1- Segnalo nel panorama generale un ottimo articolo di Dario Caccarelli su Il Sole-24 ore, davvero un pezzo di grande giornalismo sportivo:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-05-27/colpo-scena-giro-d-italia-cade-maglia-rosa-nibali-risorge-181916.shtml?uuid=ADRnHGR

   
 P.S.-2- Sul ritardo dell'ammiraglia della Loto non ho trovato niente di particolare, però sulla fuga di Nibali e Chavez la Movistar ha asserito dopo la terz'ultima tappa che Valverde li aveva quasi raggiunti in discesa, ma delle moto li hanno aiutati a riprendere il largo.  Benché il corridore non abbia assecondato la sua casa ciclistica.  Kruuswijk è diventato addirittura un "violentatore di neve".  Complimenti alla sportività di certuni, che almeno hanno il coraggio di riportare la polemica.  Link: blastingnews -

http://it.blastingnews.com/sport/2016/05/giro-d-italia-le-proteste-della-movistar-per-la-fuga-di-nibali-e-chaves-00941899.html

In altre parole, se la cosa è veritiera (e non pare vi sia il motivo per dubitarne), le cose stanno come supposto.  Fuga a due, per poi attaccare il giorno dopo il senza-squadra e vincere.  Questa storia rassomiglia a quella dell'Inter, superata da Napoli e Juve, col Napoli lasciato poi a godersi il secondo posto.  Naturalmente, io non ho i requisiti per fare alcuna polemica di nessun tipo.  Personalmente credo che siano gli astri a determinare i meriti, come indica l'etimo del termine, dal gr. méros = 'sorte'.






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