martedì 3 maggio 2016

L'erba "voglio" non cresce neanche nel giardino del re





          (Dalle telenovela di Diego Maradona ai morsi di Louis Suarez)


          Così mi dicevano sempre i miei genitori quando negli Anni Cinquanta ero ancora bambino.  Un decennio prima che nascessi d’altronde in Italia c‘era ancora il re, poi fu costretto ad andare in esilio.



https://www.youtube.com/watch?v=JicLqgFrbCc


          La cosa che m’ha fatto incavolare di più in questo girone eliminatorio dei Mondiali Brasiliani è stata la lunga squalifica del povero Suarez.  Non che non fosse colpevole, lo era, ma come al solito nel giudicare i falli si sono adottati due pesi e due misure.  In fondo l’uruguagio ha fatto meno di Neymar, sceneggiata di Chiellini a parte, eppure sul brasiliano ora domiciliato in Catalogna non è stata usata la prova-tv.  Un morso, peraltro leggero (almeno questa volta, le altre 2 volte non lo seguivo ancora), è meno grave sul piano fisiologico d’un pugno o d’una gomitata in faccia.  Il lieve morso è semplicemente più antiestetico ed infantile, indica che la persona che lo compie ha dei gravi problemi psicologici, ma non provoca traumi gravi nell’avversario come i colpi in faccia od i calci alle gambe.  Non costringe all’uscita dal capo per medicarsi e non fa perdere le partite a chi lo subisce.  A differenza di pugni, calci e testate. Come mai, dunque, Suarez ha ricevuto una squalifica tanto grave?  Severità esemplare, moralismo o qualcos’altro più celato?  Facile a capirlo.  Tutti attendono già la finale fra Messi e Neymar, di qui tutto il resto, che spiegherò ivi a seguire ma che è facile da intuire.  A meno di avere pregiudizi di sorta.

          Ovviamente, va premesso, la pretendente finale a vincere è il Brasile, che ha già dei precedenti in tal senso; ho raccontato altre volte di come un giorno d’estate, finito il Mondiale degli Usa nel ’94, m’imbattei in un foglio di giornale ingiallito dall’umidità del lavatoio – che attrasse casualmente la mia attenzione.  Conteneva un articolo de La Stampa, precisamente del maggio 1994.  Un mese prima dei Campionati Mondiali era venuto fuori lo scandalo in Brasile riguardante un nipote del Pres. della Fifa.  Se ben rammento, concerneva dei brogli nel brasileirão, il campionato nazionale brasiliano.  Dunque, mi ero detto, tal nipote tale zio; o nonno, non so bene.  Infatti da più parti Havelange fu sospettato di aver fatto in modo che l’Argentina di Maradona fosse eliminata attraverso il controllo antidoping, a tutto vantaggio evidentemente del Brasile di Romario e Bebèto.  Che ci sia stato dietro a quell’evento un complotto internazionale è dimostrato, indirettamente, dal fatto che l’allora Pres. della Federazione Argentina Grondona non aveva reagito alla squalifica di Diego perché trovato positivo nel controllo.  Difatti Maradona l’accusò di non averlo difeso, come sarebbe stato suo dovere fare.  Il più onesto Uruguay, invece, ha reagito adesso difendendo il suo campione.
     
          Seppur questa volta sia quindi avvenuto diversamente con Suarez, la sostanza in fondo è la stessa.  Innanzitutto, si è intervenuti nel quadro del Girone Eliminatorio, ponendo l’Uruguay in un girone difficile, con Italia ed Inghilterra.  Che vi sia stato qualcosa che non va è stato ammeso unanimemente dal giornalismo nostrano a proposito della Francia, prima per la qualificazione: un gol irregolare, dovuto ad un fallo non sanzionato dall’arbitro.  E poi, per la facilità del girone ove la squadra transalpina è stata collocata.  Se un girone è stato manipolato, tutto il quadro dei gironi ne risulta artefatto e perché non sospettare che anche in altri si sia messo mano?  Non si tratta solo di palline calde o fredde.  Basta formulare dei criteri appositi di selezione dei gruppi per le teste di serie ecc., con altrettanti marchingegni di esclusione di determinati scontri colla pretesa di rendere più avvincente il torneo, ed il gioco è fatto.   Inevitabilmente le squadre vengono pilotate dove si vuole.  A questo punto intervengono gli orientamenti direzionali degli arbitri, che agiscono per la famosa sudditanza psicologica; in base al prestigio delle varie direzioni calcistiche, nonché su indirizzi propri dettati dalla Fifa.

          Ora, Inghilterra, Italia ed Uruguay erano team che avevano già vinto tutti e tre i campionati del mondo, perciò sarebbe stato meglio che facessero da teste di serie.  Chi può escludere che prima di stabilire i criteri selettivi per i gruppi non si sia fatto il calcolo per vedere quali squadre li avrebbero composti?  In certo senso, ciò sarebbe stato persino lecito o addirittura auspicabile se fosse vero che lo spettacolo debba venir sempre privilegiato rispetto alla casualità.  Il problema è che le cose stanno diversamente, come ha protestato oggi Maradona, criticando la lunga squalifica di Suarez ed affermando che la Fifa fa di tutto immancabilmente per rovinare lo spettacolo.  Sottinteso, come successe ad Italia ’90 e ad Usa ’94.  Perfettamente d’accodo.  Ma perché questo?  "Soldi, soldi, soldi", tanto per intonare una nostra vecchia canzone cantata dalla bella Sofia…  La finale fra Argentina e Brasile sarebbe il sogno di tutto il Sudamerica, non ci sono precedenti se non in Coppa America, ma la Coppa America è altra cosa.  Ci sarebbero grandi introiti a livello pubblicitario, commerciale, televisivo, in tutti i settori insomma.  Un successo di pubblico e d’impresa che non sarebbe viceversa garantito da una finale fra Uruguay ed Argentina, e nemmeno da una fra Uruguay e Brasile.  Essendo probabilmente il Brasile la squadra designata a vincere, si è fatto in modo che l’Uruguay si scontrasse coi verde-oro prima della finale e che, possibilmente, l’Uruguay fosse eliminato prima.  In modo che non succeda quanto avvenuto nel 1950.  L’impressione, vedendo da fuori, almeno è questa.   

          Indipendentemente dal fattore economico, che pare preponderante nella vicenda, bisogna comunque sottolineare che per un motivo o l’altro tutti i disadattati del calcio, nostrano e non, sono stati messi sotto accusa negli ultimi giorni.  Balotelli e Cassano, costantemente sotto i riflettori per il loro carattere bizzoso, sono divenuti oggetto di critica immeritata da parte della stampa.  Qui in ogni caso non voglio entrare nel problema dell’Italia calcistica, che va trattato a sé.  Benché le voci di corridoio suggeriscano che Balotelli fosse molto nervoso per i due gol sbagliati colla Costarica, i quali avrebbero favorito la qualificazione dell’Italia; e che Prandelli lo avrebbe pertanto ripreso, vedendolo troppo in ansia (era già stato ammonito), fino a farlo uscire.  Di certo l’espulsione precipitosa di Marchisio (sarebbe bastato un giallo) ha scombussolato la gara, quantunque l’Uruguay non ne avesse colpa.  Segni di nervosismo da parte italiana c’erano già stati: in particolare un calcio alle gambe di Suarez, che proveniva da un infortunio (rottura del menisco), ed una gomitata rifilatagli in volto da Pirlo, forse involontaria forse no.  Si sapeva che Suarez aveva un temperamento nervoso e che se fosse stato provocato avrebbe reagito, gli azzurri sono talora (quando necessita) maestri nella provocazione.  Vedi Materazzi nell’ultimo mondiale vinto dagli azzurri.

          Chiellini, non per niente, ha rifilato una seconda gomitata a Suarez da stopper abile com’è.  Ecco perché il giocatore uruguagio ha reagito e difatti ha indicato questa come propria scusante appena avuta notizia dell’esagerata squalifica.  Louis dal punto di vista astrologico appartiene infatti all’Aquario, un Segno noto per la sua straordinaria originalità ma anche per il suo furore dinamico.  In campo artistico basterà fare alcuni nomi per capire quali disposizioni appartengano al Segno (anche col Sole altrove): Mozart, Schubert e Wagner in campo musicale; la Fracci nel campo della danza; Eisenštein, Griffith, Ford e Truffault in campo cinematografico; Grant, Bogart, Gable, Scott, Borgnine, Dean, Weissmuller, Lemmon, Welles, Newman ovvero la Nowak (bellissima nel film 'Incantesimo' con T.Power), la Simmons (stupenda nella sposa di Sinuhe, il medico egizio fratello ignoto di Akhenaton), la Farrow (bravissima nella parte dell’amante del fitzgeraldiano ‘Grande Gatsby’) o la Redgrave (anticonformista) e la Turner in campo recitativo.  Nonché Dickens, Carroll, Stendhal, Cekhov, Scott Fotzgerald, Verne, Wells, Borroughs e la Woolf in quello letterario; Byron e Yeats in quello poetico; Manet in campo pittorico.  In campo sportivo altri aquariani sono M.Ali (benché  come Sole sia nato invece nel mio stesso giorno, cioè in Capricorno) nel settore del pugilato, Ronaldo nel calcio.  Senza contare altri campi: Darwin in biologia, Jung e Ellis in psicologia analitica, Edison in fisica, Rama Krishna nel settore spirituale.  Tutti a loro modo dei geni, ma con una vena larvata di follia.  A volte l’uranico furore si trasforma in originalità (Urano era in Grecia il dio degli inizi, come l’omologo Giano a Roma) oppure in straordinarietà.  Anche quando si applicano a cose ordinarie, gli aquariani tendono a fungere da fondatori quali Lord Baden Powell (ha fondato i Boys Scout) o dei leader quali la Davis nel Movimento dei Diritti Civili o dei grandi promotori politici come Lincoln oppure dei grandi aviatori quali Lindberg, eccellendo peraltro nella tecnica esecutiva musicale (Rubinštein col piano; Segovia colla chitarra).  

          In conclusione Suarez morde perché è un aquariano (l’Aquario corrisponde al Cane nell’oroscopo cinese), un calciatore straordinario il quale come Maradona (Scorpione in tal caso) ha ricevuto dalla sorte un dono: la grande abilità nel calciare il pallone.  Si può tentare di cambiare questa strana reazione alla tensione agonistica attraverso delle sedute di analisi psicologica (un giornale inglese ha scritto molto sinteticamente, in proposito: HE NEEDS HELP).  Vero, persino Tardelli, che è stato giocatore di gran classe pure lui, lo ha affermato in 'Rai'.  Questo non prova però che doveva essere squalificato così pesantemente o addirittura, come certi ciarlatani e ciarlatane hanno dichiarato nei mezzi d’informazione, radiato dallo sport.  Assurdo!  Tassotti aveva insanguinato la faccia dello spagnolo Luis Enrique quando ricevette la pesante squalifica, pur essendo stato quale giocatore in generale uno sportivo sempre corretto.  Anche Suarez, allorché gioca fino, non è scorretto nell’azione.  Se qualche comportamento dell’uruguagio lascia a desiderare è perché viene provocato, cosa che naturalmente succede a tutti i grandi giocatori.  Succedeva a Maradona, che pure era un angioletto in partita.  Non è giusto agire con mano troppo pesante nel giudicare i falli di reazione, lo si deve squalificare, ma in modo normale: 1 o 2 giornate, non di più, come gli altri.  Perché non è stato squalificato Neymar, allora, che oltretutto non lo aveva fatto per reazione ma di proposito nella prima partita?

          Un’altra cosa che non mi va è il modo vigliacco con cui il mondo del giornalismo italiano ha reagito alla sconfitta italiana, prendendosela col povero Suarez, che oltretutto non aveva fatto una gran partita e non aveva determinato l’esito favorevole della gara per la Celeste  L’Italia non è stata sconfitta da Suarez, ma dalla poca voglia di vincere.  Ha preso troppo a cuore il pareggio.  E poi, squadra che vince non si cambia.  Buffon è stato decisivo negativamente, insieme a Chiellini, nella partita colla Costarica.  Perché non lasciare Sirigu, che aveva vinto?  Vero che Buffon ha fatto grandi parate coll’Uruguay, una giusto su Suarez, ma la fortuna è determinante alla fine; di fatto, l’Italia ha perso 2 partite su 2 con lui in campo.  Può sembrare cinico, ma l’ex-tecnico della Francia (Domeneque, ad intenderci) non aveva torto.  Gli è andata male nello scorso Mondiale sol perché non conosceva l’astrologia…  E poi succede anche ai più bravi astrologi di sbagliare a volte: errare humanum.

          La reazione della stampa italiana e, concertatamente, dei tifosi degli azzurri (io lo sono poco dai tempi della odiata staffetta Rivera-Mazzola) contro Suarez rassomiglia a quella dell’Italia calcistica contro Maradona durante i Mondiali del 1990.  Non c’era ancora internet e i quotidiani speravano di fare lauti guadagni con una vittoria della nostra nazionale in casa.  L’entusiasmo era alle stelle, ma i tifosi nostrani sobillati dalla stampa e dalle televisioni a partire da quelli di S.Siro, dopo la seconda vittoria in campionato del Napoli, fino alla fine si comportarono male fischiando tutti l’inno argentino.  Una vergogna, cui la squadra albiceleste reagì disperatamente battendo l’Italia e raggiungendo l’agognata finale, che perse per un rigore inesistente concesso dall’arbitro guardacaso uruguagio.  Eppure oggi, meravigliosamente Maradona non ha pensato a tal arbitro, non ha pensato che la sua Argentina è stata vinta da Suarez & C. in terra argentina nell’ultima Coppa America (pur privi di Cavani), non ha pensato alla sua amata controfigura attuale col nome di Messi; ma si è preso cura teneramente d’un campione sconfitto, anzi peggio messo al bando in tutti i network di questa società globalizzata.  Ove la verità è diventata un optional, se non persino un’utopia. 

P.S.  Non a caso anch’io, fra i tanti, ho dedicato un giorno una mia canzone al grande Diego…  Oggi l’ho quasi dimenticata, ma non ho dimenticato la grandezza di questo grande calciatore.  Viva Maradona, viva Suarez!

(artic. di Ivan Hud pubblicato il 27-06-14 su Ilbardellosport [c.s.f.], indi cancellato insieme a tutto il 'Noiblog' su blogs.it nel dic. 2015, ed ora ripubblicato in forma riveduta)

2 commenti:

  1. Ripubblico, da oggi in avanti, i miei articoli di STORIA DEL CALCIO pubblicati in origine in 'blogs.it', esattamente nel blog 'Il Bar dello Sport'. Accanto ovviamente a quelli di attualità, scritti con stile più da giornalista sportivo. Anche se io ci tengo a precisarlo, sono un pubblicista e non un giornalista; una volta era un vanto, adesso un'onta. Cambiano i tempi...

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  2. Con in più il video del fattaccio. Il Barcellona ha creduto in Suarez, probabilmente ha scelto di farlo curare sul piano psicologico. Suarez ha risposto meravigliosamente, contribuendo in modo notevole assieme a Messi e a Neymar a riportare il Barça ai grandi livelli che gli competevano. Nel 2015 ha vinto quasi tutto: Liga, Coppa del Re, Supecroppa Europea e Coppa Mondiale per club. Unico neo la sconfitta coll'Athletivc Bilbao nella Supercoppa Nazionale. Nel 2016 il Barça è rimasto eliminato in Champions' League, ma ancora compete per la Finale di Coppa del Re e per la Liga. Auguri Louis Enrique!

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